Il tema dei 24 CFU e del punteggio GPS continua a creare molta confusione tra docenti e aspiranti docenti. Per anni i 24 CFU sono stati considerati un passaggio quasi obbligato per chi voleva entrare nel mondo della scuola, partecipare ai concorsi o inserirsi nelle graduatorie.
Oggi, però, il quadro è cambiato. Con la riforma della formazione iniziale dei docenti, l’introduzione dei percorsi abilitanti da 60 CFU, 30 CFU e 36 CFU e l’aggiornamento delle GPS 2026/2028, molti si chiedono: i 24 CFU servono ancora per aumentare il punteggio in graduatoria?
La risposta, in modo molto chiaro, è questa: i 24 CFU non danno automaticamente punteggio aggiuntivo nelle GPS. Possono avere un valore in alcuni casi specifici, soprattutto come requisito transitorio o come crediti già acquisiti da valutare all’interno dei nuovi percorsi abilitanti, ma non sono un titolo culturale che, da solo, aumenta il punteggio GPS.
Per questo è importante distinguere tra tre cose diverse: punteggio GPS, requisito di accesso e percorso abilitante.
Perché si parla ancora di 24 CFU
I 24 CFU sono stati introdotti come crediti formativi universitari nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.
Per diversi anni hanno avuto un ruolo importante per chi voleva insegnare nella scuola secondaria, perché erano richiesti, insieme al titolo di studio coerente con la classe di concorso, per accedere ad alcune procedure concorsuali o inserirsi in specifiche fasce delle graduatorie.
Molti aspiranti docenti li hanno conseguiti proprio perché rappresentavano un requisito necessario per muoversi nel mondo scuola.
Il problema nasce oggi, perché molti li considerano ancora come un titolo “spendibile” per aumentare il punteggio, ma il loro ruolo attuale è diverso.
I 24 CFU danno punteggio nelle GPS?
No, i 24 CFU non danno punteggio aggiuntivo nelle GPS solo per il fatto di essere stati conseguiti.
Questo è il punto più importante da chiarire. Nelle tabelle di valutazione delle GPS, il punteggio viene attribuito in base al titolo di accesso, ad altri titoli culturali o professionali valutabili, al servizio svolto e alle certificazioni previste dalla normativa.
I 24 CFU, invece, non sono un master, non sono una certificazione linguistica, non sono una certificazione informatica, non sono un’abilitazione e non sono un titolo di specializzazione sul sostegno.
Per questo, non vanno considerati come un titolo che aggiunge punti alla graduatoria.
In pratica:
- non aumentano automaticamente il punteggio GPS;
- non valgono come master o corso di perfezionamento;
- non sostituiscono l’abilitazione;
- non sostituiscono la specializzazione sul sostegno;
- non sono un titolo aggiuntivo valutabile da solo.
Allora a cosa servono ancora i 24 CFU?
I 24 CFU possono essere ancora rilevanti per chi li ha conseguiti entro i termini previsti dalla normativa precedente, ma il loro utilizzo è ormai legato soprattutto alla fase transitoria del nuovo sistema di formazione e reclutamento.
Il loro ruolo può riguardare:
- vecchie procedure concorsuali o transitorie, quando previste;
- riconoscimento di crediti all’interno dei nuovi percorsi abilitanti;
- percorsi da 36 CFU per specifiche categorie, secondo quanto previsto dalla normativa;
- valutazione del profilo del candidato in relazione ai percorsi abilitanti oggi attivi.
Questo significa che non bisogna considerarli inutili in assoluto. Bisogna però capire bene dove possono ancora servire e dove, invece, non producono effetti.
24 CFU, 30 CFU, 36 CFU e 60 CFU: facciamo chiarezza
La confusione nasce anche dal fatto che oggi si parla di molti percorsi diversi: 24 CFU, 30 CFU, 36 CFU, 60 CFU.
Non sono la stessa cosa.
| Percorso | A cosa serve | Attenzione principale |
|---|---|---|
| 24 CFU | Crediti del vecchio sistema, utili come requisito transitorio o come crediti già acquisiti in alcuni percorsi. | Non danno punteggio GPS aggiuntivo da soli. |
| 60 CFU | Percorso ordinario di formazione iniziale e abilitazione per la scuola secondaria. | È il nuovo riferimento per conseguire l’abilitazione. |
| 30 CFU | Percorsi riservati a categorie specifiche, come docenti con servizio o già abilitati/specializzati secondo i casi previsti. | Va verificato se il candidato rientra nei requisiti. |
| 36 CFU | Percorso collegato alla fase transitoria per chi aveva già conseguito i 24 CFU entro il termine previsto e rientra nelle condizioni normative. | Non riguarda tutti: dipende dal profilo e dalla procedura. |
Capire questa differenza è fondamentale, perché molti candidati cercano ancora “24 CFU punteggio GPS” pensando che quei crediti possano migliorare direttamente la graduatoria. In realtà, il tema oggi è un altro: quale percorso serve per ottenere l’abilitazione o rafforzare il profilo?
24 CFU e seconda fascia GPS: cosa cambia
In passato i 24 CFU sono stati collegati all’accesso alla seconda fascia GPS per la scuola secondaria, insieme al titolo di studio valido per la classe di concorso.
Con il nuovo sistema, però, il ruolo dei 24 CFU è cambiato. L’attenzione si è spostata sui percorsi abilitanti e sulle nuove regole di accesso alla professione docente.
Questo significa che chi oggi possiede i 24 CFU non deve chiedersi solo se “valgono ancora”, ma deve capire:
- se rientra in una fase transitoria;
- se può utilizzarli in un percorso da 36 CFU;
- se deve invece valutare un percorso da 60 CFU;
- se ha già maturato servizio utile per altri percorsi;
- se il suo obiettivo è l’abilitazione, il sostegno o l’inserimento in GPS.
La risposta cambia in base al profilo del candidato.
24 CFU e concorsi: servono ancora?
I 24 CFU hanno avuto un ruolo importante come requisito transitorio per l’accesso ai concorsi della scuola secondaria, se conseguiti entro il 31 ottobre 2022.
Questo utilizzo, però, era legato alla fase transitoria prevista fino al 31 dicembre 2024. Dopo quella fase, il sistema ordinario è costruito attorno ai nuovi percorsi di formazione iniziale e abilitazione.
In pratica, i 24 CFU non vanno più letti come la strada principale per accedere all’insegnamento, ma come un elemento del vecchio sistema che può ancora avere effetti solo in condizioni specifiche.
Per chi vuole insegnare oggi, la domanda corretta non è “devo fare i 24 CFU?”, ma:
- quale percorso abilitante devo seguire?
- ho i requisiti per un percorso ridotto?
- i 24 CFU già conseguiti possono essere riconosciuti?
- devo conseguire 60 CFU?
- il mio obiettivo è posto comune, sostegno o concorso?
24 CFU e abilitazione: non sono la stessa cosa
Un altro errore frequente è pensare che i 24 CFU equivalgano a un’abilitazione.
Non è così.
I 24 CFU sono crediti formativi in specifici ambiti disciplinari. L’abilitazione all’insegnamento, invece, è un titolo professionale che permette di accedere a specifiche fasce e procedure secondo la normativa vigente.
Questo significa che possedere i 24 CFU non equivale a essere abilitati.
La differenza è molto concreta:
- i 24 CFU sono crediti del vecchio sistema;
- l’abilitazione è un titolo professionale all’insegnamento;
- il TFA sostegno è una specializzazione specifica per il sostegno;
- i percorsi da 60 CFU sono il nuovo canale ordinario per l’abilitazione nella scuola secondaria.
Confondere questi elementi può portare a scelte sbagliate e a una valutazione errata del proprio punteggio.
Come aumentare davvero il punteggio GPS
Se l’obiettivo è aumentare il punteggio GPS, bisogna concentrarsi su titoli e attività effettivamente valutabili dalle tabelle vigenti.
In base alla graduatoria, alla fascia e alla classe di concorso, possono incidere elementi come:
- servizio di insegnamento;
- titolo di accesso e relativo voto;
- abilitazione;
- specializzazione sul sostegno;
- master universitari e corsi di perfezionamento valutabili;
- certificazioni linguistiche riconosciute;
- certificazioni informatiche conformi ai requisiti previsti;
- altri titoli culturali o professionali indicati nelle tabelle GPS.
Prima di iscriversi a un corso solo per “fare punteggio”, è sempre necessario verificare se quel titolo sia effettivamente valutabile per la propria graduatoria.
Per chi vuole rafforzare il proprio profilo nel mondo scuola, ETU può supportare nella scelta di master e corsi di perfezionamento, valutando la coerenza con gli obiettivi e con le tabelle applicabili.
24 CFU e TFA sostegno: qual è il rapporto?
Anche il rapporto tra 24 CFU e TFA sostegno ha creato molti dubbi negli anni.
In alcune fasi normative, i 24 CFU sono stati collegati ai requisiti di accesso ai percorsi per il sostegno, insieme al titolo di studio necessario. Oggi, però, chi vuole accedere a percorsi legati al sostegno deve verificare le regole specifiche del ciclo o della procedura di riferimento.
Il TFA sostegno resta un percorso distinto dai 24 CFU. Il titolo di specializzazione sul sostegno può incidere in modo importante sulle GPS, soprattutto per l’accesso alla prima fascia sostegno e per il relativo punteggio.
Per questo, chi vuole lavorare sul sostegno dovrebbe valutare non solo il tema dei 24 CFU, ma soprattutto:
- requisiti di accesso al TFA o ai percorsi disponibili;
- grado scolastico di riferimento;
- titolo di studio posseduto;
- eventuale servizio già svolto;
- possibili percorsi esteri o alternativi;
- riconoscimento del titolo, se il percorso è svolto fuori dall’Italia.
Per approfondire le soluzioni legate al sostegno puoi visitare la pagina ETU dedicata al TFA Spagna.
24 CFU, percorsi esteri e riconoscimento: attenzione alle semplificazioni
Chi valuta un percorso estero per insegnare o specializzarsi sul sostegno deve prestare particolare attenzione.
I 24 CFU riguardano il sistema italiano e non devono essere confusi con titoli esteri, abilitazioni conseguite in altri Paesi o percorsi di specializzazione sul sostegno fuori dall’Italia.
Un titolo estero può essere una possibilità concreta, ma deve essere valutato in base a:
- validità nel Paese di origine;
- requisiti di accesso;
- documentazione rilasciata;
- procedura di riconoscimento in Italia;
- utilizzo nelle GPS, nei concorsi o nelle graduatorie;
- scadenze ministeriali e scolastiche.
Per chi vuole valutare più in generale percorsi universitari o formativi fuori dall’Italia, può essere utile consultare la sezione ETU dedicata ai corsi di laurea all’estero.
Tabella pratica: i 24 CFU servono ancora?
| Domanda | Risposta pratica |
|---|---|
| I 24 CFU danno punteggio GPS? | No, non danno punteggio aggiuntivo da soli. |
| Valgono come abilitazione? | No, non equivalgono a un titolo abilitante. |
| Valgono come master o corso di perfezionamento? | No, sono crediti formativi del vecchio sistema, non un titolo culturale aggiuntivo valutabile come master. |
| Possono servire ancora? | Sì, in alcuni casi transitori o come crediti già acquisiti da valutare nei nuovi percorsi abilitanti. |
| Servono per i nuovi percorsi abilitanti? | Possono incidere solo in specifiche situazioni, per esempio nei percorsi da 36 CFU previsti per determinati profili. |
| Conviene conseguirli oggi? | No, il vecchio percorso dei 24 CFU non è il nuovo riferimento ordinario: oggi bisogna valutare i percorsi abilitanti previsti dalla normativa vigente. |
Gli errori da evitare
Quando si parla di 24 CFU e punteggio GPS, gli errori più frequenti sono legati a informazioni non aggiornate.
Gli errori da evitare sono:
- pensare che i 24 CFU diano punti in GPS;
- confondere i 24 CFU con l’abilitazione;
- considerare i 24 CFU come un master;
- iscriversi a percorsi non coerenti con la normativa attuale;
- non distinguere tra vecchio sistema e nuovi percorsi abilitanti;
- non verificare le tabelle GPS prima di scegliere un corso;
- ragionare solo sul punteggio e non sul percorso professionale;
- affidarsi a promesse generiche come “aumenta il punteggio” senza controllare la fonte normativa.
Il punto non è accumulare corsi, ma scegliere titoli realmente utili e valutabili.
Il ruolo di ETU nella valutazione del percorso
Europe Tutor University supporta docenti e aspiranti docenti nella valutazione dei percorsi formativi più adatti al proprio profilo, aiutando a distinguere tra titoli utili, titoli valutabili, requisiti di accesso e percorsi realmente coerenti con l’obiettivo professionale.
Il supporto ETU può essere utile per:
- capire se i 24 CFU hanno ancora un ruolo nel proprio caso;
- valutare percorsi abilitanti da 60, 30 o 36 CFU;
- distinguere tra abilitazione, TFA sostegno e titoli culturali;
- scegliere master e corsi di perfezionamento coerenti;
- valutare percorsi esteri o legati al sostegno;
- pianificare correttamente GPS, concorsi e riconoscimento dei titoli;
- evitare scelte basate su informazioni superate.
L’obiettivo non è promettere punteggi automatici, ma aiutare ogni candidato a capire quale percorso può davvero rafforzare il proprio profilo nella scuola.
ETU ti aiuta a valutare il tuo profilo, distinguere tra 24 CFU, percorsi abilitanti, TFA sostegno, master e titoli valutabili, così puoi costruire una strategia più chiara per il mondo scuola.
Richiedi una valutazione personalizzata prima di scegliere il tuo percorso.
Il punto da cui partire
I 24 CFU hanno avuto un ruolo importante nel vecchio sistema di accesso all’insegnamento, ma oggi non devono essere confusi con un titolo che aumenta automaticamente il punteggio GPS.
La risposta alla domanda iniziale è chiara: i 24 CFU non servono per fare punteggio in GPS, ma possono avere ancora un ruolo solo in situazioni specifiche legate alla fase transitoria o ai nuovi percorsi abilitanti.
Chi vuole migliorare la propria posizione nelle graduatorie deve guardare alle tabelle vigenti, ai titoli realmente valutabili, al servizio, all’abilitazione, alla specializzazione sul sostegno e ai percorsi coerenti con il proprio obiettivo.
Per approfondire puoi visitare la pagina dedicata ai master e corsi di perfezionamento, quella sul TFA Spagna oppure richiedere informazioni tramite la pagina Contatti di Europe Tutor University.